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Adobe InDesign: Lo strumento Trova/Sostituisci

a cura di Sebastiano Marconcini

Ormai tutti conoscono InDesign come uno dei migliori software in circolazione per l’impaginazione. Tuttavia quando importiamo i nostri testi nel programma, soprattutto se non scritti da noi, può essere che ci siamo dimenticati di correggere qualche errore al suo interno. Altre volte invece, al termine del lavoro, sopraggiungono ripensamenti sul font o lo stile del testo.

InDesign viene in nostro aiuto con una funzione che ci permette di trovare e modificare velocemente gli elementi che ci interessano del nostro testo, senza dover analizzare l’intero documento.

Questo strumento prende l’esplicativo nome di Trova/Sostituisci. Per utilizzare questa funzione vi basterà andare nella barra superiore al menu Modifica > Trova/Sostituisci.

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Apparirà così la finestra di comando. In questo tutorial vedremo lo strumento applicato al testo, ma dalla prima fila di tasti si può vedere che lo stesso può essere utilizzato con i stili GREP, i glifi e gli oggetti presenti nel nostro documento.

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A questo punto possiamo utilizzare la stringa Trova per digitare la parola che vogliamo trovare, in questo caso ho inserito un doppio spazio (classico esempio di errore da battitura), e nella casella Sostituisci con il cambiamento che vogliamo apportare, qui il singolo spazio.

Sotto, tramite il comando Cerca in, possiamo scegliere se vogliamo fare che la ricerca solo per il documento in cui si sta lavorando, una parte di esso o tutti i documenti aperti. Sotto a questa funzione, invece, troviamo ulteriori icone che servono a selezionare varie opzioni, come ad esempio se considerare i livelli bloccati all’interno della nostra ricerca oppure no.

A questo punto possiamo cliccare sul pulsante Trova successivo ed il software ci indicherà il primo errore. Ora possiamo cliccare su Sostituisci, per procedere a modificare gli errori uno ad uno, oppure su Sostituisci tutto, per apportare la sostituzione su tutto il documento. In questo caso apparirà una finestra che vi comunicherà il numero di modifiche fatte.

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Se invece volessimo modificare il font o il colore del testo ci basterà utilizzare le finestre di Trova formato e Sostituisci formato (se non li visualizzate automaticamente, vi basterà cliccare sul pulsante Più opzioni). Cliccando sull’icona a lato formata dalla lente di ingrandimento e una T da cui possiamo selezionare gli elementi che vogliamo modificare, come ad esempio Formati base caratteri per il font.

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Grazie a questo strumento correggerete i vostri testi e apporterete tutte le modifiche che vorrete in men che non si dica. In poche parole Trova/Sostituisci è una delle funzioni di Indesign da saper assolutamente utilizzare.

Infine, vi ricordo che potete visualizzare in qualunque momento questo tutorial con immagini ad una definizione più elevata anche sul nostro sito internet: http://www.starcmantova.com

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Adobe Illustrator: lo strumento allinea

a cura di Sebastiano Marconcini

Una delle caratteristiche che più mi fanno apprezzare Illustrator è la ricchezza di comandi, che permette con pochi passaggi di ottenere il risultato voluto. Tra questi vi è lo strumento Allinea, tanto semplice quanto utile per velocizzare il processo di creazione dei nostri disegni.

Gli strumenti di allinea si possono trovare nella barra di comando in alto oppure nell’apposita finestra, che, se per caso non l’abbiate di default tra le vostre palette di destra, basta richiamarla tramite il menu Finestra > Allinea. Per poter accedere a tutti i comandi disponibili, vi consiglio di cliccare sul simbolo con la frecciata e le quattro righe in alto a destra e cliccare su mostra opzioni, così apparirà una terza riga di comandi.

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Possiamo utilizzare questa finestra per allineare o distribuire i diversi oggetti del nostro disegno. I comandi sono molto semplici. Nel pannello abbiamo:

  • Allinea > A sinistra l’allineamento orizzontale (a sinistra, al centro e a destra), mentre sulla destra l’allineamento verticale (in alto, al centro e in basso).
  • Distribuisci > A sinistra la distribuzione verticale (in alto, al centro e in basso), mentre sulla destra la distribuzione orizzontale (a sinistra, al centro e a destra)

Prima però di utilizzare i comandi è necessario decidere rispetto a cosa vogliamo realizzare la nostra distribuzione. In basso a destra se clicchiamo la freccetta sotto il comando Allinea a, potremo scegliere:

  • Allinea a selezione: in questo caso il comando terrà come limiti di riferimento gli oggetti selezionati;
  • Allinea a oggetto chiave: in questo caso, una volta selezionato i diversi oggetti, posso cliccare una seconda volta sull’oggetto che voglio diventi il mio riferimento, cosi gli elementi restanti si allineeranno/distribuiranno rispetto ad esso;
  • Allinea a tavola disegno: in questo caso è la tavola del disegno che diventa il mio punto di riferimento, quindi gli oggetti si allineeranno/distribuiranno rispetto ad essa.

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Il mio consiglio è di tenere impostato come predefinito il comando allinea a selezione, che sicuramente sarà il più usato, mentre non serve mai usare il comando allinea a oggetto chiave perché con una selezione al secondo clic funziona in automatico.

Nella figura sottostante potete vedere un esempio dove ho allineato orizzontalmente a sinistra, rispetto alla selezione.

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Infine in basso a sinistra abbiamo il comando Distribuisci spaziatura, che fatta una selezione di più oggetti ed impostato un oggetto chiave, possiamo scegliere a che distanza distribuire, sia verticalmente che orizzontalmente, i restanti elementi. Ad esempio, rispetto la precedente, nella figura seguente ho spostato il quadrato verde come oggetto chiave e gli altri si sono distribuiti a 3 cm di distanza verticale l’uno dall’altro.

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Come si usa dire, è più facile a farsi che a dirsi. Non vi resta che provare e dopo un paio di tentativi sarete subito in grado di utilizzare lo strumento Allinea.

Per visualizzare le immagini in alta risoluzione basta cliccare su di esse. Per chiarimenti o anche richieste per i prossimi tutorial, scriveteci nella sezione commenti.

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AutoCAD: I blocchi, parte 2… I blocchi dinamici

a cura di Sebastiano Marconcini

Continua il tutorial dedicato ai blocchi di Autocad. In questa seconda parte verrà affrontato il Blocco Dinamico (Dynamic Block), strumento che offre una serie di possibilità aggiuntive rispetto a quello standard. Una volta inserito, infatti, si avrà la possibilità di modificarlo ed eseguire alcuni dei comandi principali del programma.

Prima di iniziare, ricordo che il tutorial presenterà immagini della versione software sia per Windows (sopra) sia per Mac (sotto) e comandi riportati sia in italiano sia in inglese.

Per comprendere come funzionano i blocchi dinamici useremo un esempio semplice: la porta. Creato il blocco, infatti, potremmo avere bisogno di specchiare la porta per stabilire il senso di apertura o adeguarne la sua dimensione rispetto all’apertura.

Innanzitutto disegniamo gli elementi che comporranno la nostra porta. A questo punto possiamo procedere alla creazione del blocco dinamico o cliccando sull’apposita icona del pannello blocco, oppure sempre attraverso il menu in alto Disegna > Blocco > Crea (Draw > Block > Make).

Win1

Mac1

A questo punto apparirà sullo schermo la finestra di Definizione blocco (Define Block) con cui potrete impostare i parametri come spiegato nel precedente tutorial. Per poter creare un blocco dinamico, però, dovrete spuntare la casella Apri nell’Editor blocchi (Open in block editor).

A questo punto si aprirà l’editor blocchi, attraverso il quale è possibile impostare tutti quei parametri di cui si ha bisogno cambiare all’occorrenza. Per far ciò, bisogna definire i Parametri (Parameters) del blocco, ovvero l’elemento geometrico rispetto cui definire la dinamicità, e le relative Azioni (Actions), cioè il tipo di comando che vogliamo eseguire.

I parametri presenti sono di diverso tipo e sono identificati dai Grip, i simbolini azzurri che compaiono nell’icona del relativo parametro e successivamente anche nel blocco. Ad esempio vi è il parametro Lineare (Linear), se vogliamo compiere una determinata azione rispetto una linea definita, oppure Rotazione (Rotation), per ruotare rispetto ad un punto.

Win2

Mac2

Selezionato il nostro parametro, possiamo definire le azioni che ci permetteranno di definire il comando da impartire al nostro oggetto rispetto al parametro, ad esempio Scala (Scale) o Inverti (Flip).

Win3

Mac3

Nel nostro esempio della porta, imposteremo un parametro Lineare (Linear) ed azione Scala (Scale), per adeguarne le dimensioni a seconda delle esigenze ed un parametro Inversione (Flip) e azione Inverti (Flip), per poi deciderne il senso di apertura.

Il procedimento è il seguente: si definisce il parametro; poi si seleziona l’azione e si selezionerà il parametro rispetto cui applicarla, come nell’immagine seguente, ed infine verrà chiesto di selezionare gli oggetti del blocco su cui applicare l’azione.

Win4

Mac4

Una volta salvato e chiuso l’editor blocchi dal menu in alto, sarà possibile utilizzare i blocchi dinamici, caratterizzati dal simbolo del fulmine, nello stesso modo di quelli standard come spiegato nel tutorial nel numero 8 di Versione. Una volta inseriti nel nostro disegno ci basterà cliccare sui grip azzurri per specchiare o scalare il nostro blocco dinamico.

Win5

Mac5

Per visualizzare le immagini in alta risoluzione basta cliccare su di esse. Per chiarimenti o anche richieste per i prossimi tutorial, scriveteci nella sezione commenti.

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Ricordando Richard Sapper: Creatore di meraviglie tecnologiche

a cura di Isabella Polettini

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Il mondo creativo piange Richard Sapper, designer tedesco che è riuscito a combinare qualità tedesche come razionalità e virtuosismo nella tecnica, al genio intuitivo ed elegante dello stile italiano.

Potete leggere l’intero articolo dedicato a Richard Sapper nell’ottavo numero di “Versione”, consultabile anche online.

Fonti immagini:

01. RichardSapperDesign 02. RichardSapperDesign 03. SpringLane 04. RichardSapperDesign 05. MobilificioTorinese 06. RichardSapperDesign 07. RichardSapperDesign 08. Spazio900 09. RichardSapperDesign

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Promenade di Albisola Superiore: Un sentiero verso il mare

a cura di Stefano Sarzi Amadè

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Un paesaggio prestigioso, sul quale grava la presenza di una rete ferroviaria dismessa e in stato di abbandono da diversi anni: è questo l’ambito del paesaggio di Albisola Superiore, in provincia di Savona, per il quale 3S Studio, Voarino Cairo Associati e CAIRE hanno sviluppato un progetto di riquali cazione, realizzando un percorso pedonale a basso impatto ambientale e utilizzando materiali naturali, allo scopo di rivalorizzare il patrimonio naturale e di incrementare la fruibilità del territorio, dei collegamenti e dei servizi esistenti, con un linguaggio che non domina, anzi sottolinea la bellezza del paesaggio.

Potete leggere l’intero articolo dedicato al progetto della Promenade di Albisola Superiore nell’ottavo numero di “Versione”, consultabile anche online.

Fonti immagini:

01-02-03-04-05-06-07. Divisare 08-09-10. ArketipoMagazine 11-12. Aldabra

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La Neugebauer House

a cura di Cesare Cantoni

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Un progetto del Leone Bianco Richard Meier, che realizza in Florida per la famiglia Neugebauer. Una casa vacanze che protegge la vita al suo interno da sguardi indiscreti, ma che al contempo riesce a immergere completamente i suoi fruitori nella natura circostante proiettandoli nel paesaggio mozzafiato della baia di Doubloon.

Potete leggere l’intero articolo dedicato alla Neugebauer House nell’ottavo numero di “Versione”, consultabile anche online.

Fonte immagini:

01-02-03-04-05-06-07-08-09-10-11-12-13-14-15. RichardMeier&PartnersArchitects

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Felice Varini. Lo spazio che diventa una tela

a cura di Stefano Sarzi Amadè e Giovanna Fabris

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Nel linguaggio dell’arte gurativa si è spesso intenti a concepire la base sulla quale si dipinge come un elemento neutro e piatto. Felice Varini dipinge le sue opere sulle super ci architettoniche trasformando la base di lavoro in protagoniste dell’opera stessa. Queste opere d’arte, conosciute in tutto il mondo, sfruttano le molteplici sfaccettature cromatiche, materiche e luminose degli spazi, trasformando la bidimensionalità in tridimensionalità e viceversa. Attraverso una sua tecnica personale e una ricerca di calcolo ben studiata l’artista dà forma ad immagini essenziali, suggestive, in continua relazione con gli spazi che le ospitano.

Potete leggere l’intero articolo dedicato a Felice Varini nell’ottavo numero di “Versione”, consultabile anche online.

Fonti immagini:

01-02-03-04-05-06-07-08-09-10-11-12-13-14-15-16. Varini.org

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Heinrich Tessenow: “La forma più semplice non è sempre la migliore, ma quella migliore è sempre semplice”

a cura di Massimiliano Sisti

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Nel 1913 Karl Scheffler scrive: “ […] per l’architettura -così come per la vita in generale – non è tanto importante l’individualità e l’originalità, quanto il fatto che il maggior numero possibile di individui possa raggiungere un livello di consapevolezza tale da consentire il conseguimento di risultati di validità generale.”; perché ciò sia possibile, la nostra consapevolezza individuale deve diventare un’esigenza collettiva. Il periodo storico in cui opera Tessenow ha favorito gli slanci individuali degli innovatori, talenti sicuri e veri artisti, che hanno affrontato i problemi dell’architettura con l’enfasi della propria personalità, anche con ottimi risultati.

Potete leggere l’intero articolo dedicato all’opera di Heinrich Tessenow nell’ottavo numero di “Versione”, consultabile anche online.

Fonti immagini:

01-02-03. Etsavega 04. GHDI 05. Wikimedia 06. Fontecedro 07-08-09. Archivio personale

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Villa Dionisi: Un’elegante dimora settecentesca

a cura di Federica Morgillo

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In un diario di Girolamo Priuli, si legge che “Li nobili et cittadini veneti intrichiti volevano triumfare et vivere et atender a darse piacere et delictatione et verdure in la terraferma et facevano palazzi et spandevano denari assai”.

Potete leggere l’intero articolo dedicato alla Villa Dionisi di Cerea nell’ottavo numero di “Versione”, consultabile anche online.

Fonte immagini:

01. ResidenzeD’epoca 02. VillaDionisi 03-04-08. IstitutoRegionaleVilleVenete 05. RegioneVeneto 07. VilleVeneteCastelli

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Biomimetica: Le ossa come strutture anti-sismiche

a cura di Marco Mangiamele

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Sempre più oggi ci troviamo di fronte a fenomeni naturali contro i quali siamo impotenti e che minacciano la nostra sopravvivenza. La chiave è contenuta nell’adattamento delle specie animali e vegetali ai fattori ecosistemici che incontrano. Uno dei grandi problemi del nostro tempo, in campo architettonico e ingegneristico è quello relativo ai terremoti e alla progettazione di strutture edilizie.

Potete leggere l’intero articolo dedicato alla Biomimetica: le ossa come strutture anti-sismiche nell’ottavo numero di “Versione”, consultabile anche online.

Fonte immagini:

01. 3.bp.blogspot 02-03-04-05-06. BiomimeticArchitecture