I dischi che consigliamo: le recensioni di Starc marzo 2016

a cura di Carolina Donati e Stefano Sarzi Amadè

Musica13

Suede – NIGHT THOUGHTS (Warner music)

Il secondo disco post-reunion degli Suede riconferma la grande qualità musicale della band londinese. Basato sull’idea dei concept album, questo nuovo lavoro, concentrato e compatto, è come un film che catalizza tematiche emotivamente drammatiche e disperate: alienazione, nostalgia, rimpianti inquietudine, sono temi ricorrenti in queste canzoni dai voluminosi arrangiamenti orchestrali e dalle sonorità fragorose, distanziate da momenti notturni e rarefatti. I Suede recuperano le radici pop-rock dei loro primi dischi, senza però nessuna intenzione nostalgica, anzi, attualizzando il loro linguaggio e dimostrano di avere ancora molte cose da dire. I “Night thoughts” degli Suede sono i loro pensieri notturni, sicuramente irrequieti e tormentati, i “Night thoughts” degli Suede sono il loro nuovo e intenso album.

David Bowie – BLACKSTAR (Sony music)

Blackstar è il disco finale di David Bowie, il suo consapevole testamento musicale, è la sintesi del linguaggio di uno tra i più importanti musicisti in assoluto degli ultimi 50 anni. È il nuovo capolavoro di una mente instancabilmente creativa: raffinato, sofisticato, attento alla modernità e colmo di riferimenti intellettuali. Per questo disco, il Duca Bianco si è circondato di musicisti avant-jazz che hanno suonato, su sua stessa richiesta, i loro strumenti con un atteggiamento rock. Richiami elettronici, memorabili assoli di sax accompagnano le sette canzoni in scaletta, attraverso le già famosissime “Blackstar” e “Lazarus”, fino ad arrivare all’epico commiato di “I can’t give everything”. David Bowie è stato lo Ziggy Stardust atterrato sulla Terra, l’ha illuminata, ed è tornato sul suo pianeta alieno. Però le sue canzoni

Aurora – ALL MY DEMONS GREETING ME AS A FRIEND (Decca)

Dopo una manciata di singoli che ne hanno fatto aumentare la popolarità, arriva il primo album di Aurora, un giovane folletto norvegese che con tono puro e voce candida esplora territori musicali incantati pur rimanendo all’interno dei confini del pop. Già nella copertina, la diciannovenne cantautrice (scrive canzoni da quando ne aveva 10, e il singolo Runaway quando ne aveva 12), viene rappresentata come una farfalla, sintesi dell’immaginario fiabesco ricreato nell’album, ma anche metafora di una cantante pronta a spiccare il volo. Se nei momenti più mainstream (Conqueror, Warrior) si percepisce il potenziale commerciale dell’album, è nei momenti più riflessivi e introversi (Through the eyes of a child) che si aprono paesaggi nordici dalla grande poesia, come in un quadro di Peder Balke o di Hans Gude. Chissà, in futuro, in quale altra creatura si trasformerà Aurora, e quali nuovi paesaggi disegnerà.

Massive Attack – RITUAL SPIRIT EP (Virgin records)

Dopo sei anni di assenza dalle scene musicali (il precedente “Heligoland” risale al 2010), i Massive Attack tornano con questo EP contenente quattro brani, in concomitanza con il lancio dell’App “Fantom” con la quale è possibile remixare i medesimi brani grazie al battito del cuore, ai movimenti, alla posizione geografica… Il sound tipicamente trip-hop si arricchisce di combinazioni sonore e collaborazioni, a cui il gruppo è sempre molto affezionato. Non ti coccolano i Massive Attack, ti circondano delle loro atmosfere fumose, cupe e poco rassicuranti, ed allo stesso tempo ti aprono un universo onirico e extraterreste. Per chi conosce la band dagli esordi, a chiusura dell’EP c’è una sorpresa chiamata Tricky: l’artista, una volta membro della band, torna per dare voce al singolo “Take it there”. Un’ottima anteprima di un nuovo album che la band di Bristol dovrebbe pubblicare a breve.

Musica14

Rihanna – ANTI (Roc Nation)

Attesissimo nuovo album per Rihanna. La cantante delle Barbados, regina delle classifiche mainstream di tutto il mondo, ha deciso di cambiare il registro di quella che è stata finora la sua offerta musicale. “Anti” vuole essere l’antitesi di ciò che i tabloid si aspettavano da lei. Sì, perché Rihanna ha preferito, alle istant-hit che importanti autori le hanno proposto, un album dalla forte identità complessa e complicata, che non strizzasse obbligatoriamente l’occhio alle classifiche. Si hanno quindi le sperimentazioni dub ed elettroniche, atmosfere classicamente r’n’b, e momenti più acustici, accompagnati dal piglio eclettico e dalla forte personalità della cantante. “Anti”, accompagnato da una campagna promozionale studiatissima, nonostante sia meno “commerciale” dei suoi predecessori, venderà comunque tantissimo, però è l’album con il quale Rihanna probabilmente ha deciso di salire la scala del successo di qualche gradino.

Emmy The Great – SECOND LOVE (Bella Union)

I sentimenti ai tempi del digitale: questo potrebbe essere il tema portante del terzo album della londinese Emmy the Great che, abbandonate le vesti di cantautrice anti-folk, indossa per il suo terzo album quelli di una poetessa composta e raffinata che articola i suoi testi su delicati arrangiamenti acustici ed elettronici, e racconta di come, in una società dominata dai social network e dalle leggi dettate dal web, i rapporti veri tra le persone siano diventati freddi e distanti e gli individui sempre più soli. Per ricreare quel clima di calore e intimità ricercato nei brani, la cantautrice ha inoltre scritto parte del disco a casa di amici, in un clima di autentico entusiasmo. Il carezzevole scorrere delle tracce di questo album ha quindi il sapore di una genuinità sincera, sussurrata, emotiva, illuminata di grande autenticità e poesia.

Jain – ZANAKA (Spookland)

Zanaka (“bambina”, in malgascio), è il disco d’esordio della giovane cantautrice francese Jain, uscito il novembre scorso e divenuto un successo in patria. Grazie al singolo “Come” ed al suo stravagante video inspirato a René Magritte, l’album è ora sotto i riflettori d’Europa. Le 10 tracce che compongono l’album sono un concentrato e conciso caleidoscopio di suoni e colori, intrecciati in sonorità pop elettroniche eccentriche e arrangiamenti ridotti all’essenziale, filastrocche in cui i testi si ripetono come contagiosi mantra pop. I ritmi esotici e gli immediati e frequenti richiami alla musica reggae rivelano le esperienze della cantautrice che vede le sue origini native anche in Madagascar (da qui il titolo dell’album), e che ha vissuto in Congo, Dubaï e Abu Dhabi. “Zanaka” è quindi qualcosa di più di un semplice disco pop, è un concentrato musicale di culture, è world music, e rappresenta qualcosa di davvero fresco e variopinto nella musica pop di oggi.

Emma Pollock – IN SEARCH OF HARPERFIELD (Chemikal Underground)

Come una sacerdotessa della musica folk, Emma Pollock dedica il suo nuovo album alla sua terra natale, situata sulla costa orientale della Scozia e alla quale lega ricordi, malinconie e severe riflessioni. Crepuscolare come l’immagine in copertina, il folk venato di country esplorato dalla cantautrice nelle 11 tracce del disco si rivela stratificato e introverso, nonostante i ricchi arrangiamenti orchestrali e le complessità compositive che fanno costantemente cambiare colore ai brani. Il disco può quindi essere considerato come un album fotografico, dove flashbacks vengono narrati da una voce rigorosa seppur sempre elegante e garbata, in un concentrato di riflessioni che non hanno la pretesa di insegnare una morale, bensì di raccontare. E l’arte musicale di Emma Pollock racconta molto bene e con grande emozione.

Annunci

Commenti

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...