Hayao Miyazaki

a cura di Sebastiano Marconcini

A cavallo degli ultimi vent’anni il cinema d’animazione si è scrollato di dosso l’idea di essere unicamente rivolto ad un pubblico di bambini, grazie a studi cinematografici come la Pixar ed il giapponese Studio Ghibli.

Pensando al Sol Levante, quindi, la mente va subito alla poliedrica figura di Hayao Miyazaki, non solo regista, ma anche sceneggiatore, animatore e fumettista.

L’inizio del suo percorso artistico non avviene sul grande schermo, ma nel mondo dei fumetti e della televisione, per cui ha realizzato molte delle serie legate alla nostra infanzia come Heidi e Lupin III, con il quale, nel 1979, approderà nel mondo del cinema con il lungometraggio Lupin III – Il Castello di Cagliostro.

Il film con cui però il regista introdurrà le tematiche a lui più care è l’anime del 1984 Nausicaä della Valle del vento, tratto da un proprio manga. La storia vede la terra, in uno scenario post-apocalittico, devastata dalle guerre e dall’inquinamento. L’unico luogo finora sopravvissuto alla devastazione è la Valle del Vento, regnata dalla principessa Nausicaä, la quale dovrà sventare la minaccia di un nuovo nemico.

Questo film incarna appieno il pacifismo e l’ambientalismo del regista. Spesso nei suoi lavori esprime il rifiuto della guerra, e più in generale della violenza, oltre all’importanza del rispetto della natura e la necessità di ritrovare una nuova armonia con essa. Il tutto senza dimenticare che i protagonisti dei film di Miyazaki sono sempre bambini o adolescenti, capaci, forse più degli adulti, di apprezzare il bello che il mondo ha ancora da offrire.

Il successo dei primi film permette a Miyazaki, insieme al mentore Isao Takahata, di fondare, nel 1985, il proprio studio di animazione, il già citato Studio Ghibli. Dopo numerosi successi in Giappone, la consacrazione definitiva avviene solo nel 2003 con il film La città incantata, da tutti considerato il più grande capolavoro del regista, con il quale finalmente riesce ottenere i meritati riconoscimenti anche in occidente, tra cui l’Oscar per il miglior film di animazione.

In conclusione, si può riassumere il cinema di Hayao Miyazaki in poche parole: un mondo fantastico alla portata di tutti, dai più piccoli ai più grandi, da cui si può solo che imparare.

Un film: Il mio vicino Totoro

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Scegliere all’interno della filmografia di Miyazaki è impresa ardua, perché ogni film è di straordinaria bellezza, dal punto di vista sia dell’animazione che della poetica delle storie. Due motivi hanno fatto ricadere la decisione su Il mio vicino Totoro. Innanzitutto, il personaggio del titolo è stato scelto come logo dello Studio Ghibli; inoltre questo film è significativo per comprendere lo stile di Miyazaki nel raccontare storie con spunti più “maturi” attraverso mondi fantastici e lo stupore degli occhi di un bambino.

La storia, infatti, vede protagoniste due sorelline, Satsuki e Mei, appena trasferitesi in una nuova casa nella periferia di Tokyo con il padre, mentre la madre si trova ricoverata in un vicino ospedale. Durante questo periodo difficile di separazione dalla propria madre, le due sorelline incontrano Totoro, uno spirito della foresta che solo i bambini possono vedere, che le aiuterà a non perdere la speranza.

Il film è una rappresentazione del valore della famiglia e della speranza, quest’ultima raffigurata anche attraverso il tema della cura per la natura. Un lavoro di eccezionale poetica per tutte le età, pieno di simpatici personaggi, da Totoro fino al Gattobus.

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