Haruki Murakami

a cura di Cristina Lonardi

Nato a Kyoto nel 1949, ma cresciuto a Kobe. Frequenta gli studi universitari di drammaturgia a Tokyo dal 1968 alla facoltà di Waseda dove si laureerà nel 1975. Come suo padre, incontra la sua futura moglie all’università, anche lei studentessa. Si sposano nel 1971 quando lui si deve ancora laureare e lei è neolaureata. Aprono assieme un jazz bar nel 1974 chiamato “Peter Cat”, in ricordo del gatto che lo scrittore aveva avuto con sé qualche tempo prima, ma che ha dovuto lasciare ad un amico in campagna “a causa del troppo stress accumulato in città”. Il locale era un coffee bar di giorno mentre la sera diventava un vero e proprio locale in cui lui serviva cocktail, leggeva, metteva musica e soprattutto ascoltava i clienti. Questa parentesi della sua vita è stata molto importante nello sviluppo della sua formazione di scrittore.

Col tempo comincia ad acquistare sempre più esperienza letteraria e quando si decide a scrivere il suo primo romanzo “Ascolta la canzone nel vento” Kaze no uta o kike 風の歌を聴け pubblicato nel 1979, gli viene anche assegnato il premio Gunzo come migliore scrittore esordiente.

Nel 1981 vende il jazz bar e si trasferisce spostandosi fra le varie prefetture al di fuori di Tokyo, per poi intraprendere una serie di viaggi dal 1986 in Europa. Nel 1991 si trasferisce in America dove diviene professore associato all’Università di Princeton e due anni dopo si trasferisce nuovamente per insegnare all’università William H. Taft di Santa Ana, California.

Torna in Giappone nel 2001, si trasferisce a Oiso, prefettura di Kanagawa, dove si dedica alla scrittura e alla corsa.

Ha vissuto per la maggior parte della sua vita in esilio autoimposto lontano dal Giappone, di se stesso dice che avrebbe voluto vivere in Inghilterra e che nel periodo passato in Europa non gli è mai passato per la mente di tornare in Giappone, se non alla soglia dei quarant’anni.

Una squadra di programmatori canadesi, Bit Byterz, hanno presentato su Kickstarter “Memoranda”, un videogioco ispirato al mondo creato da Haruki Murakami. È un gioco d’avventura con un tocco di realismo magico proprio come nei suoi racconti. Creano un mondo vago unendo elementi fantastici e surreali della vita quotidiana e includendo scenari e personaggi presi da più di venti racconti di Murakami. Il filo conduttore del videogioco è la perdita, e lo scopo è trovare ciò che si è perso: amore, salute, talento, nome, pellicola cinematografica…

Un interessante abbinamento è la riedizione da parte di Einaudi Super ET in Italia, degli scritti di Murakami con le illustrazioni delle copertine di Avinoam Bar aka Noma Bar, un illustratore israeliano. Utilizza solamente tre colori, rosso, bianco, nero, con uno stile basato su una duplice percezione, le immagini solitamente non sono ciò che appaiono a prima vista, ma contengono un secondo livello di lettura un po’ nascosto, interpretando la duplice faccia dei lavori di Murakami.

HARUKI MIRAKAMI DA LEGGERE:

Murakami

Norwegian Wood – Tokyo Blues (1987)

Noruwei no mori, ノルウェイの森

Watanabe è da sempre assalito dal dubbio di poter prendere una decisione sbagliata nella sua vita, tanto che fa fatica a scegliere. Vive in una sorta di limbo emotivo, diviso fra la scelta fra i suoi due amori, Naoko e Midori, attirato irresistibilmente da entrambe ma incapace di decidersi. È un romanzo molto nostalgico, quasi triste, ci accompagna nella lettura della vita di Watanabe dal passato fino al presente. Infatti il personaggio inizia a raccontarsi partendo dai ricordi del suo passato, dalla sua adolescenza dove incontriamo per la prima volta i suoi due amori. Murakami si distanzia dal suo mondo onirico e surreale creando un romanzo molto introspettivo. Rispecchia molto l’autore: per il personaggio principale, le passioni a cui è legato, inoltre legge moltissimo, proprio come Murakami, e come lo scrittore, adora gli stessi libri, gli stessi autori, oltre alla stessa musica. Viviamo assieme le incertezze di Watanabe, animati dalla voglia di scrivere noi la storia, per potergli dire…scegli! scorrendo pagina dopo pagina nella speranza che finalmente qualcosa si muova.

Kafka sulla Spiaggia (2002)

Umibe no Kafuka, 海辺のカフカ

Illogico. Tamura Kafka, un quindicenne fin troppo maturo per la sua età, decide di scappare di casa per sfuggire alla profezia del padre secondo la quale avrebbe avuto lo stesso destino di Edipo. Parallelamente si va delineando la figura del vecchio Nakata, un sempliciotto incapace sia di leggere che di scrivere, che in seguito ad uno strano svenimento quand’era ragazzino, si risveglia avendo perso completamente memoria di ciò che era prima. Nel romanzo è definito un vecchio senza memoria ne ricordi, incapace persino di poter pensare. I due, nonostante non si incontreranno, percorrono la stessa strada alla ricerca di sé stessi e del loro scopo nella vita. Al loro fianco spuntano un susseguirsi di personaggi che si rubano la scena l’un l’altro, tutti caratteri solitari, ma capaci di scavarsi un proprio ruolo all’interno della storia. Dal reale al surreale, snocciola varie riflessioni ed eventi che pagina dopo pagina ti fa credere di essere sempre lì lì per capire, ma subito i misteri e gli interrogativi aumentano, si rincorrono, senza che in realtà si arrivi mai alla fine di tutto, ad una conclusione, ad una soluzione.

1Q84 – Volumi 123 (2009 – 2010)

Ichi-kyū-hachi-yon, いちきゅうはちよん

Primo volume

Racconta la vita parallela di due ragazzi, alla continua ricerca dell’altro dopo essersi persi appena conosciuti da bambini. Aomane è una spietata vendicatrice, che aiutata dalla signora Ogata, dedica la propria vita a punire tutti gli uomini che hanno usato violenza contro le donne. Tengo invece è un ghost writer incaricato di curare un romanzo di Fukaeri, una scrittrice diciassettenne. Il racconto è immerso in un mondo onirico, quasi paranoico. Quando Aomane alza gli occhi al cielo e vede due lune, si accorge di non essere più nel mondo reale ma di aver varcato la soglia di una realtà parallela, un mondo molto personale, spietato, surreale e malinconico. Qui inizia la caccia.

Terzo volume

Aomane cerca una soluzione per poter uscire dal mondo parallelo. Parte la ricerca dei due amanti che ritornano al mondo reale ricercati da un setta che cerca di ucciderli, ma nonostante ciò sembra che non riescano mai a incontrarsi, percependo comunque a distanza la presenza l’uno dell’altra. Ha un ritmo incalzante e si ha la continua sensazione che ci stia sfuggendo il racconto fra le pagine, di perdere di continuo il filo, il racconto, venendo sballottati continuamente da una vicenda all’altra.

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