I dischi che consigliamo: le recensioni di Starc giugno 2015

a cura di Carolina Donati e Stefano Sarzi Amadè

Musica9

Susanne Sundfør – TEN LOVE SONGS (Warner Music Norway)

Chi conosce già la norvegese Susanne Sundfør ricorderà le sue recentissime collaborazioni con il gruppo elettronico Royksopp (i quali hanno ricambiato il favore in questo album). Probabilmente questa esperienza deve aver ispirato l’artista nella sua nuova direzione musicale che vede un’evoluzione, già iniziata nell’ottimo “the silicon veil”, del sound elettronico che raggiunge un’efficacia di linguaggio emozionante. La scaletta alterna brani stratificati ed accessibili, e altri più rarefatti, ritmiche corpose e atmosfere spettrali, mostrando in qualche episodio melodie nobilmente pop. E a detta della bravissima cantautrice, era proprio questo l’obiettivo del lavoro: proporre brani pop incentrati sull’amore (come suggerisce il titolo). Il risultato? Un capolavoro di un’artista che merita tantissimo, assolutamente da ascoltare.

Blur – THE MAGIC WHIP (Parlophone)

Ci sono voluti dodici anni perché i Blur dessero alla luce il loro ottavo album. “The magic whip” è una sferzata di grande creatività del gruppo guidato da Damon Albarn, una prova, se mai ce ne fosse stato bisogno, che le capacità del gruppo non sono svanite, anzi, semmai aumentate dalle esperienze maturate in questi anni. Si respirano ancora il sound e le dinamiche compositive che da sempre caratterizzano la band in brani dal sapore a tratti indolente, a tratti malinconico e inquieto. Ispirato fortemente all’oriente, dove Albarn ha cercato l’ispirazione per i testi, “The magic whip” ricalca il nome di una Band che ha avuto un ruolo imprescindibile nella storia della musica. Un ruolo nuovamente e finalmente riconfermato.

Florence + The Machine – HOW BIG, HOW BLUE, HOW BEAUTIFUL (Universal)

È un disco maestoso pieno di metafore e riferimenti mitologici, quello che segna il ritorno dei Florence and the Machine, un album nato dalle difficoltà personali della cantante, fatto di suoni crudi e materici e voli orchestrali quasi solenni. È un album costituito da una melodrammaticità che impetuosa si scaglia su paure e tormenti. E Florence si pone sicura davanti al microfono, con voce potente accompagnata talvolta da musiche pop-rock nervose, altre da atmosfere intime e delicate. L’album, prodotto da Markus Dravs e Paul Epworth, si avvale di una grande orchestra e di una sezione di fiati (questa curata da Will Gregory dei Goldfrapp) che donano agli arrangiamenti un carattere epico e celebrativo. Il carattere musicale dei F+M è assolutamente focalizzato, così come la grande qualità della loro musica.

Musica10

Roisin Murphy – HAIRLESS TOYS (Play It Again Sam)

È un disco elegantemente minimale questo “Hairless toys” con il quale Roisin Murphy torna dopo sette anni dal precedente “Overpowered”. Ispirato alla musica degli anni 70, l’album presenta sonorità assolutamente contemporanee, ed è immerso in un magnetismo rarefatto sottile e suadente. Da sempre l’artista ha ricercato, prima con i Moloko, poi come solista, un linguaggio musicale originale e di qualità, e questo disco lo conferma: dinamiche trasversali, melodie mutevoli, house allo stato primitivo e un mood notturno trascinano gli ascoltatori in un vortice incredibilmente magnetico. L’album diviene così un racconto in cui meravigliosa voce della Murphy non ti invita a ballare, bensì ad abbandonarti ad una notturna estasi intellettuale.

Hot Chip – WHY MAKE SENSE? (Domino)

Ritornano gli Hot Chip, con il loro funky-soul elettronico, atmosfere retrò e qualche tocco di malinconia. Nelle dieci tracce del disco si scorgono omaggi alla disco music anni ’70, in un girotondo di sound pop stratificato e psichedelico che è un po’ il marchio di fabbrica del gruppo, e che qui risulta assolutamente preciso e propositivo. Melodie accattivanti che ti restano impresse, ti fanno ballare e ti danno energia e arrangiamenti originali sono il segno della loro grande ispirazione. Una curiosità riguardante le copertine delle copie in vinile: diversi colori di sfondo e diverse angolazioni delle linee grafiche hanno dato forma a 130.000 diverse varianti di covers!

Jamie xx – IN COLOUR (Young Turks)

Conoscete i “The xx”? Bene: Jamie xx è uno dei membri dell’acclamato gruppo electro-dream-pop, e con questo suo primo album da solista ha fatto centro. Il musicista e produttore inglese qui diventa alchimista e sfogliando il proprio registro musicale confeziona una serie di splendidi brani caratterizzati da sound notturni, spiragli dubstep (si avvicina addirittura a Burial) e una indole house da scena club underground. Elettronica ipnotica in un arcobaleno di suoni labirintici nel quale abbandonarsi. Tra gli ospiti, la compagna di gruppo Romy e Four Tet. Punteggi di critica altissimi. Quando ho ascoltato il singolo “Loud Places” ho avuto la certezza di trovarmi davanti a uno dei brani più belli in circolazione. Molti dj dovrebbero imparare da lui. Chapeau.

Simply Red – BIG LOVE (East West)

I Simply Red di Mick Hucknall si sono riuniti e tornano, a distanza di 8 anni dal precedente “Stay” con il loro caratteristico blue-eyed soul e con un nuovo disco che li vede nuovamente timonieri di un sound a cavallo tra il pop ed il soul romantico e che qui sembra riscoprire anche le radici dei loro primi album. I Simply Red hanno grande classe ed eleganza, e l’esperienza nel panorama musicale fa il resto: davvero un gradito ritorno.

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