Consigli di lettura: Lev Tolstòj

a cura di Cristina Lonardi

Leo Nikolàevič Tolstòj, nasce il 28 agosto 1828 a Jàsnaja Poljana, in una ricca famiglia nobile di cinque fratelli, di cui lui è l’ultimo. Dopo la morte dei genitori, a nove anni, si trasferisce con la famiglia a Mosca da una zia paterna. Nel 1844 Tolstòj si iscrive alla Facoltà di Filosofia, nella sezione orientalistica, Corso di Laurea in Lettere Arabo Turche. Due anni più tardi passa alla Facoltà di Giurisprudenza e un anno più tardi decide di abbandonare gli studi universitari per tornare nella sua proprietà a Jàsnaja, dove decide di occuparsi da solo alla sua istruzione. Inizia a vivere un’intensa vita mondana fra Mosca, San Pietroburgo e Jàsnaja, finchè non è costretto a scappare a causa delle ingenti somme di denaro che deve ai creditori. Raggiunge suo fratello Nikolàj, ufficiale dell’artiglieria, nel Caucaso. Qui si innamora della vita militare e decide di rimanere con lui come volontario, partecipando a diverse missioni. Nel 1856 decide di stabilirsi definitivamente a Jàsnaja. Negli anni in cui si presta al servizio militare, scrive di continuo il suo Diario, e nel frattempo pubblica sul giornale “Sovremennik” i suoi primi romanzi “Storia della mia Infanzia”, “L’incursione” e “I Racconti di Sebastopoli”. Durante questi anni entra a far parte dell’intellighenzia russa dove conosce Ivàn Turgenev.

Nel 1857 intraprende una serie di viaggi per l’Europa, ma a causa della sua passione per il gioco, perde tutto il suo denaro, e arriva in suo aiuto Turgenev. Piccola coincidenza: dieci anni più tardi Turgenev salverà anche Dostoievskij dalla stessa situazione. Nel 1859 pubblica un altro singolare romanzo “La felicità domestica”, la storia del dissesto di un matrimonio raccontato in prima persona femminile. Nel 1805, scrive la prima versione di “Guerra e Pace”; lavora alla stesura del romanzo fino al 1869, anno della pubblicazione. Dopo aver lavorato così alacremente, si dedica al suo secondo romanzo “Anna Karènina” che dal 1875 inizierà a pubblicare a puntate sulla rivista “Russkij vestnik”. Nel frattempo nel 1862 sposa Sof’ja, figlia di una famiglia a lui molto cara, i Bars. Da lei ebbe tredici figli, molti dei quali morti giovanissimi.

Tolstoj ha un’intensa vita letteraria. Per i primi anni pubblica scritti sull’educazione infantile, fin dall’inizio molto criticati. Attorno al 1875, inizia a pubblicare una serie di scritti teologici, tutti censurati, uno dopo l’altro. Inizia una campagna di stampa contro Tolstoj a causa dei suoi scritti polemici contro la Chiesa ortodossa e la situazione russa. In questi anni si dedica alla scrittura di articoli polemici con argomenti che spaziano tra ipocrisia ed empietà del cristianesimo ecclesiastico, immoralità e criminalità dei governanti e delle loro istituzioni, rovinosità della società in realtà fondata soltanto sulla violenza sia nei rapporti tra le classi che nei rapporti tra le nazioni.

Mal visto in Russia, cercano di farlo tacere censurando articoli e lettere, da questo momento di crisi religiosa cambia radicalmente vita diventando quasi un attivista e rivoluzionario. Nonostante le censure in Russia, il suo pensiero si fece strada anche oltre i confini della Russia. Nasce una sorta di tolstoianesimo che vede numerosi seguaci, importanti personaggi e non, fra cui anche M.K. Gandhi affascinato dalla sua “non-resistenza al male”. La sua insistenza letteraria costringe la Chiesa ortodossa russa a scomunicarlo. L’unica via di scampo che Tolstoj trova in questa realtà è la vita contadina russa, il rinunciare ai piacere e agli agi della ricchezza, aiutando il prossimo. Consumato dall’infelicità e dalla vita famigliare il 7 novembre 1910 Tolstoj muore alla stazione di Astapovo, dopo aver tentato di fuggire da una vita che ormai da anni non riteneva più propria.

TOLSTÒJ DA LEGGERE:

Tolstòj

La felicità domestica (1859)

“Ho vissuto molto, e ora credo di aver trovato cosa occorra per essere felici”

Una giovane diciasettenne, si accorge che tutto ciò che le avevano raccontato da fanciulla sulla vita famigliare, sul matrimonio, sull’amore, in realtà sono ben lontane da ciò che significa veramente…amare. Dopo un travagliato fidanzamento, Màscia si abbandona all’affetto di Serghièi, i due crescono assieme e maturano il loro amore. In questo romanzo Tolstoj ci fa capire, attraverso la figura di Màscia, la concretezza dell’amore, come nasce e cresce l’amore e soprattutto come si trasforma, come sia soggetto a continui mutamenti. Da quella travolgente passione giovanile a quell’amore pacato, maturo che si raggiunge quando ormai si è conosciuto il mondo, quando la vita diventa un lento scorrere abitudinario, vissuta oramai solo in funzione della famiglia e dei figli, quell’amore che vive del ricordo della passione di un tempo ma non per questo meno debole, meno sereno, un affetto quasi rassegnato, ma sincero.

Guerra e pace (1869)

“Quando una mela è matura e cade, qual è la causa che la fa cadere?”

In questo terzo romanzo Tolstoj descrive le vicende della campagna di Prussia e la vittoria contro Napoleone in Russia. La storia ruota attorno a due famiglie aristocratiche russe i Bolkonskij e i Rostov, di cui fanno parte due dei protagonisti principali del romanzo, il principe Andrej e Nataša. Con grande eleganza intreccia personaggi fittizi con figure storiche realmente esistite come Napoleone e il generale Kutuzov, in cui infonde le proprie idee, speranze e delusioni per la Russia; dove le vicende dei protagonisti fanno da cornice a momenti storici cruciali per la Russia. Sviluppa lunghe riflessioni sulla storia e sul ruolo che ha il singolo in essa. L’individuo non è che una piccola parte della storia, è la storia la grande protagonista. Ma come sempre avviene, dopo la guerra arriva la pace. La pace nella storia degli uomini, ma anche gli uomini stessi devono ritrovare la propria pace. Un intenso racconto su come il mondo storico sia calato nella vita del singolo.

Anna Karenina (1877)

“Tutte le famiglie felici sono uguali; ogni famiglia infelice è infelice a modo suo.”

Intenso romanzo realista a sfondo famigliare, ambientato nella Russia aristocratica dominata dall’ipocrisia della società dell’800. Una donna dell’alta classe russa, Anna, incapace di comprendersi, comprendere i propri sentimenti, alla continua ricerca della felicità, convinta di averla finalmente trovata in seguito al suo incontro con il giovane Vronskij. La loro storia crea scompiglio in tutto il romanzo, incrociandosi e affiancandosi alle vicende del marito Stepàn, di Lèvin, votato alla vita contadina e della sua passione per Kitty, e dell’amore che Kitty nutre per l’ufficiale Vronskij. Quando Anna cede alle continue lusinghe di Vronskij non si rende ancora conto di ciò che avrebbe portato il ricambiare i suoi sguardi e gesti, alla condanna della società, il ripudio della famiglia e del marito, le accuse di Kitty. All’inizio lei è disposta a sopportare tutto, anche a lasciare il proprio figlio per seguire lui. Ma le sue scelte, la sua incapacità di vivere serenamente la nuova situazione, la gelosia, la porteranno infine al suicidio.

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