Cinema: Woody Allen

a cura di Eléna Blažević

Immaginate qualcuno che parla molto di se stesso. Quasi sempre. Incessantemente. Direttamente e indirettamente.
Nell’epoca in cui viviamo non è poi così improbabile. Ma quanti di voi (o noi) riescono a farlo senza farsi detestare? Ben pochi. Vi aspettereste che uno di questi soggetti sia un uomo che nelle sue interviste ha affermato, più volte, che il film che lo spinse a fare cinema fu Biancaneve e i sette nani? Potreste stupirvi. E, successivamente, trovare in Woody Allen un maestro.

Allan Stewart Königsberg nasce a New York, circa 80 anni fa. È ancora vivo, molto vivo, e non smette di sfornare film.
Frequenta le scuole a Brooklyn, viene avanzato di classe poiché molto intelligente (e molto intelligentemente odiò la scuola e tutto ciò che venne assieme ad essa). Ciò che di gran lunga preferisce è raccontare barzellette e mandarle a famosi periodici, i cui giornalisti rimangono entusiasti, al punto da contrattarlo. Inizia a lavorare in televisione, scrivendo battute per Ed Sullivan (The Ed Sullivan show) e riscuotendo molto successo. Conosce la prima moglie, Harlene, con la quale si sposa a soli 20 anni. Dopo anni di litigi i due si separano e Allen inizia a frequentare la NYU, corso di Cinema e Comunicazione, dalla quale, dopo un semestre, viene espulso. Lo stesso accade nel City College. Università zero, carriera mille, sino a vendere le proprie battute a 100 dollari al minuto. Segue poi la fase della stand-up comedy. E così nel 1965 scrive la sua prima sceneggiatura: What’s new pussycat?, film diretto da Clive Donner. Ma il primo film come autore fu Che fai, rubi? che vede Allen sceneggiatore, direttore e attore.

In quegli anni scrive la pièce teatrale Provaci ancora, Sam! che più tardi diventerà un film diretto da Herbert Ross. In quella occasione incontra Diane Keaton, futura moglie e soprattutto musa, il grande amore della vita che compare in ben otto pellicole del direttore. Allen è accompagnato da mogli, scandali con mogli, relazioni con figliastre… un bel pasticcio.

I maggiori successi arrivano nel decennio che inizia con l’uscita nelle sale di Io e Annie, che vince quattro premi agli Oscar 1978 (“miglior film, “miglior regia”, “miglior sceneggiatura originale” e “miglior attrice protagonista” alla Keaton) e un Golden Globe (“miglior attrice protagonista musical/commedia”, sempre alla Keaton). Un altro film che rese Allen famoso è il meraviglioso Manhattan, omaggio alla città che non dorme mai, diretto nel 1979, con la colonna sonora di Gershwin.

I temi affrontati da Allen rispecchiano la sua passione per letteratura, filosofia, psicoanalisi, cinema europeo e soprattutto per la sua città natale, New York, dove vive e dalla quale trae continua ispirazione.

Un film: Il Dittatore dello Stato Libero di Bananas (Bananas, 1971)

71ildittatore
Delle fasi di Woody Allen, la mia preferita è quella che definisco demenziale. Questo film in particolare, che tra l’altro è una delle commedie americane più divertenti di sempre, è un film che vi farà ridere dal primo all’ultimo secondo. Fielding Mellish (Woody Allen), lavora come testatore di prodotti di una grande impresa ed è innamorato di Nancy (Louise Lasser), un’attivista politica. Mellish frequenta dimostrazioni politiche e fa di tutto per conquistare il cuore di Nancy, ma Nancy vuole qualcuno con un potenziale di leadership maggiore. Così Mellish decide di andare a San Marcos, la repubblica delle banane situata in America centrale, e lì si unisce ai ribelli e, in ultima analisi, ne diventa il presidente. Durante un viaggio, Mellish ritrova Nancy che stavolta si innamora di lui, ora che è un leader politico. Da ricordare la scena dove Allen testa i prodotti!

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