I dischi che consigliamo: le recensioni di Starc marzo 2015

a cura di Carolina Donati e Stefano Sarzi Amadè

Musica7

Bjork – VULNICURA (One Little Indian)

Dimenticatevi la Bjork degli esordi, lei probabilmente non tornerà più, lontana anni luce ormai da quella strada di squisita immediatezza melodica. Ma dimenticatevi anche della Bjork più recente, fatta di sperimentalismi e ricerche voluttuose sempre più ambiziose e concettuali. Il nuovo (difficile) album dell’artista riscopre il piacere (e il dolore, in questo caso) del puro songwriting, raccontando il drammatico periodo della separazione dal suo compagno e dello sfaldarsi della sua famiglia. Parole taglienti come lame, e una scrittura angosciata e ispiratissima coadiuvata dalla produzione cupa e ricercata di Arca, The Haxan Cloak e della stessa Bjork. Un album magnetico che cresce ascolto dopo ascolto e diventa bellissimo, che racchiude il dolore, le ferite e la cura rappresentata dalla musica, onesta e meravigliosa musica.

Rumer – INTO COLOUR (Atlantic Records)

C’è un’atmosfera squisitamente calda e docile nell’album del ritorno sofferto della talentuosa cantautrice, che si rispecchia anche nella colorata copertina. Ascoltando le raffinate canzoni soul dell’album viene naturale associarne immediatamente le sonorità a quelle del compositore Burt Bacharach, e non è un caso: il produttore del disco, Rob Shirakbari è infatti conosciuto per essere il conduttore musicale e arrangiatore del grande Bacharach e di Dionne Warwick. Le atmosfere dal gusto retrò accompagnano la voce di Rumer che qui appare posata, raffinata e controllata. Un disco di classe che è conferma di una grande maturità musicale in evoluzione, evidente tanto nel disco di esordio quanto in questa nuova prova di canzoni inedite.

Carmen Consoli – L’ABITUDINE DI TORNARE (Universal)

Ha aspettato il momento giusto Carmen Consoli: durante i 5 anni passati lontani dalle scene musicali, la cantantessa ha raccolto senza fretta storie ed emozioni e le ha condensate all’interno di un album ispiratissimo e intenso, fatto di pop, piglio rock e quel raffinato e colto cantautorato che da tempo caratterizza la sua musica. Ne “L’abitudine di tornare” c’è tutto il suo stile attuale e maturo. I temi trattati, il linguaggio e la composizione di musiche e arrangiamenti evidenziano la grande classe e capacità artistica, e dimostrano ancora una volta (se mai ce ne fosse bisogno) che Carmen Consoli è un patrimonio irrinunciabile per la musica. Ci è mancata tanto la cantantessa con la sua musica: finalmente è tornata.

Rae Morris – UNGUARDED (Atlantic Records)

Dopo una numerosa successione di singoli iniziata nel 2012, esce l’atteso disco di debutto di questa promettente cantautrice inglese che con “Unguarded” offre al pubblico un album di pop sofisticato a metà strada tra innovazione e rievocazioni elettroniche del passato. E proprio in questo contesto viene naturale associare alcuni episodi del disco allo stile attuale di Ellie Goulding, sebbene l’impressione più travolgente ed immediata è quella data dalle suggestioni che rievocano sensibilmente la grande Kate Bush degli anni ‘80 (ascoltate ad esempio Don’t Go, Skin, o il singolo Under The Shadows). Melodie rassicuranti e composizioni meno tradizionali fanno di questo debutto l’opera prima di un’artista davvero molto promettente.

Musica8

D’Angelo and The Vanguard – BLACK MESSIAH (RCA)

In molti non si ricorderanno di D’Angelo, acclamato artista della scena soul e r’n’b; il perché forse è da attribuire ai 15 anni di distanza dal suo ultimo album (datato 2000). La musica soul di D’Angelo parla sempre un linguaggio moderno e futuristico, parlando di temi sociali e d’amore, sviluppandosi su trame che spaziano dal downtempo a melodie quasi jazz o swing, e comunque sempre corpose, pastose, piene. Con questo album i paragoni ad altri artisti si sono sprecati: Prince, Pharrell, Otis Redding…però quello che fa più impressione è il paragone che molti critici musicali hanno fatto a un certo Marvin Gaye. Le recensioni del disco hanno raccolto una votazione complessiva pari a 95/100 (Metacritic), risultato davvero eccezionale.

Malika Ayane – NAIF (Sugar)

Quarto album per Malika Ayane. Disco che sin dalla copertina mostra tonalità sfumate e delicate, dalle sonorità compatte, grazie anche al team di lavoro (ad aiutare Malika nei testi è arrivato Pacifico, mentre i Jazzanova si sono occupati della produzione). Ed è proprio il lavoro dei Jazzanova, conosciuti nell’ambiente lounge, a dare un tono moderno alle melodie tradizionali delle canzoni. L’elettronica si inserisce talvolta appena accennata, oppure più corposa, a sostenere quella ricerca tra avanguardia musicale ed esaltazione della tradizione poetica che da sempre caratterizza la carriera dell’artista. Il bellissimo singolo “Adesso e qui (nostalgico presente)” ha vinto il premio della critica Mia Martini a Sanremo 2015.

The Avener – THE WANDERING OF THE AVENER (Capitol)

Il disco di The Avener ha un carattere particolare: l’artista, DJ francese, è fuggito dalle sonorità house o EDM (sempre più presenti anche nella musica pop), e confeziona un album i cui beat da smooth club rielaborano canzoni di un repertorio passato, tra il rock, il blues e il folk. Dal famoso singolo “Fade out lines” alle altre canzoni, le melodie scoprono un linguaggio “fusion” reso compatto dall’elettronica, la quale dona un nuovo abito alle melodie originali senza però stravolgerle. Il risultato è assai piacevole, e appaga l’ascolto sia di chi cerca il piglio club in un album compatto, sia di chi cerca un’impronta cantautorale all’interno della musica…da club!

Jovanotti – LORENZO 2015 CC (Universal)

Ogni uscita discografica di Lorenzo Cherubini è un evento: nei suoi dischi il cantautore condensa istantanee del presente, con un’attenzione all’avanguardia e al linguaggio pop personale davvero strabiliante. Ormai da tempo la sua creatività sforna album composti da una miriade di canzoni (in questo album, 30!) che costituiscono un calderone, senza barriere, di condensazioni sonore e tematiche: rap, world music, pop, rock qui si fondono con un linguaggio elettronico a volte spinto verso l’EDM interpretata con gusto personalissimo. È corretto pensare a questo album come a una stratificazione su più livelli di un magico processo creativo che porta sempre il cantautore sui suoi terreni musicali ancora molto fertili.

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