I dischi che consigliamo: le recensioni di Starc dicembre 2014

a cura di Carolina Donati e Stefano Sarzi Amadè
Musica5

Craig Armstrong – IT’S NEARLY TOMORROW (BMG Chrysalis)

Nuovo album per Craig Armstrong che, conosciuto per le sue colonne sonore (alcuni esempi: Romeo+Juliet, Moulin Rouge, Elizabeth, Il grande Gatsby) e dopo diverse raccolte, pubblica un album cinematico davvero elegante, dove le grandi orchestrazioni e il pathos compositivo si arricchiscono di elettroniche e ospiti eccellenti. Le sfumature introverse e notturne fanno di questo album un concentrato di atmosfere cinematografiche a cui l’artista ci ha abituato. Il linguaggio musicale raggiunge momenti di impressionante poesia. L’insegnamento di grandi compositori cinematografici trova in questo artista un’ottima risposta, e per questo Craig Armstrong è di sicuro una grande e appagante certezza.

Jessie Ware – TOUGH LOVE (PMR / Island records)

Se fosse un indumento, la musica di Jessie Ware sarebbe senz’altro un elegante abito da sera. La cantautrice si è ritagliata uno spazio di classe nel panorama musicale odierno con le sue melodie pop venate di soul ed elettronica che mostrano equilibrio, sobrietà ed eleganza. I punti che uniscono questo lavoro al disco di esordio sono molti, a partire dalle sonorità. Nel disco si trovano episodi uptempo come in “Want your feeling” e altri pezzi che si avvicinano al cantautorato folk-pop, come il singolo “Say you love me” scritta insieme a Ed Sheeran. Il linguaggio musicale dell’artista quindi continua in modo naturale il discorso iniziato con “Devotion”, nel segno della grande raffinatezza.

David Bowie – NOTHING HAS CHANGED (Parlophone)

Basta dire che il personaggio è uno dei cantautori più importanti in assoluto degli ultimi 50 anni a questa parte per capire l’importanza di questa raccolta. E se ciò non bastasse, essa ripercorre in ben 3 cd (nella versione deluxe, 2 nella versione standard), le fasi più importanti della carriera del Duca Bianco, dal glam rock di cui è stato un icona assoluta, al pop, all’elettronica più sperimentale, fino ai singoli del recente capolavoro “The next day”, più una canzone inedita e alcune rarità. Insomma, una grande festa per i fans e un ottimo motivo per chi non conoscesse bene la carriera di David Bowie per farlo. Le pietre miliari all’interno di questa raccolta e i brani divenuti famosi sono tantissimi, da non lasciarsi sfuggire.

Damien Rice – MY FAVOURITE FADED FANTASY (Warner music)

Damien Rice è uno di quei musicisti che asseconda i suoi tempi, anche se in conflitto con il mainstream musicale. Ma Damien Rice non è mainstream, se ne mantiene quasi volutamente in disparte. Questo album arriva a 8 anni dal precedente “9” dopo un esilio volontario in Islanda, durante il quale il cantautore ha preso consapevolezza della sua musica e dove probabilmente ha trovato forte ispirazione per un album intenso ed ispiratissimo dalla scrittura focalizzata. La volontà cantautorale è epica, pianoforte, chitarra e arrangiamenti orchestrali sono densi di poesia. “My favourite faded fantasy” non stravolge il linguaggio del cantautore, sia nei testi che nelle melodie, e dimostra in questo caso di essere la conferma di un indiscusso talento.

Musica6

Lamb – BACKSPACE UNWIND (Strata / Butler records)

Dopo lo scioglimento, il precedente “5” del 2011 ha visto il duo riunirsi su atmosfere elettroniche dalle textures complesse. Ora arriva “Backspace Unwind” che porta ulteriormente in primo piano la loro bandiera elettronica, la stessa che li ha visti pionieri, insieme ad altri artisti, della scena trip-hop anni ‘90, anche se i Lamb oggi sembrano ricamarsi uno spazio personale fuori dagli schemi. Le atmosfere del disco si arricchiscono di orchestralità e dinamiche ritmiche che talvolta accelerano e diventano compatte e corpose, altre volte si fanno rarefatte e poetiche. La voce di Lou Rhodes canta sempre i suoi mantra lirici e riflessivi, mentre la musica di Andy Barlow la accompagna con le tessiture delle sue alchimie, per una nuova magia.

Flight Facilities – DOWN TO EARTH (Future classic)

L’album di debutto del duo australiano inizia con una melodia trasognata che accompagna le parole di un immaginario pilota che vi accoglie a bordo, e appena inizia il viaggio ecco partire i ritmi house che insieme al funky e all’elettronica downtempo costituiscono la cifra stilistica della musica dei Flight Facilities. È facile lasciarsi trasportare dal magnetismo di tracce accelerate come “Two bodies” (cantata da Emma Louise, la stessa di “My heart is a Jungle”) o “Apollo”, dagli episodi più pacati e da quelli persino sensuali. Il risultato è un disco riuscitissimo dove diversi stili di musica si legano perfettamente in una successione eterogenea di entusiasmanti energie. Benvenuti a bordo!

Röyksopp – THE INEVITABLE END (Dog Triumph)

I Röyksopp chiudono un discorso iniziato anni fa con il loro bellissimo debutto “Melody a.m.” riportando il linguaggio proprio a quelle atmosfere, seppur con tutto il bagaglio di sperimentazioni musicali che negli anni li ha portati a esplorare ad esempio gli arrangiamenti orchestrali e l’ambient. Ed è proprio per questo che seppur con il linguaggio che li ha sempre caratterizzati, questo album rappresenta la loro complessa identità musicale odierna. Ci sono rimandi all’elettronica anni ’70 e alla scena nordica d’avanguardia musicale (i Röyksopp arrivano dalla Norvegia) nel concentrato di una band che, nonostante abbia deciso di non realizzare altri album in futuro, speriamo continuerà a pubblicare musica, seppur in altri formati.

Glass Animals – ZABA (Wolf tone)

Nel loro disco di esordio, i Glass Animals propongono un universo di brani elettro-pop estremamente organico ed esotico. Seppur con una produzione e con sonorità davvero cristalline e pulsanti, i grooves e i sample riproducono un ambiente stratificato e complesso dove la world music sembra condensarsi nella propria foresta tropicale tra rimandi hip-hop e funky, in una grande danza tribale favorita da mantra ipnotici e ritornelli ripetuti come fossero successioni oniriche. Gli ingredienti rendono questo disco assolutamente contagioso, originale e colorato, facendo di questo esordio un’ottima scelta di stile per una band molto promettente.

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