Mostra: Gli Architetti di Ghitta Carell

Ghitta Carell

Vi segnaliamo la mostra “Gli architetti di Ghitta Carell” curata da Roberto Dulio e promossa dal Politecnico di Milano – Polo Territoriale di Mantova, la cui inaugurazione e presentazione si svolgerà venerdì 10 gennaio alle ore 18.00 presso Santa Maria della Vittoria. Di seguito riportiamo una breve presentazione:

La mostra curata da Roberto Dulio e promossa dal Politecnico di Milano – Polo Territoriale di Mantova, con la collaborazione degli Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani, della Fototeca Storica nazionale Ando Gilardi e con il patrocinio del Comune di Mantova, si avvale di una nutrita seria di stampe di Ghitta Carell ed è accompagnata dal volume dello stesso curatore Un ritratto Mondano. Fotografie di Ghitta Carell, edito da Johan & Levi.
Come pochi altri artisti Ghitta Carell (1899-1972) seppe realizzare ritratti capaci di evocare uno stringente connubio tra la personalità del soggetto e una precisa volontà di rappresentazione, facendo del personaggio fotografato un protagonista della vita sociale e mondana dell’epoca. Il Regime conferisce un ruolo di primo piano agli architetti, legittimando in ogni progettista l’ambizione di svolgere una funzione maieutica ed esclusiva nel tradurre in pietra le istanze rappresentative del nuovo ordine politico.
Il rapporto della Carell con gli architetti – determinato da una naturale e ineludibile contingenza, legata alle comuni ambizioni e frequentazioni – data al 1930 ed è mediato da Margherita Sarfatti, a cui si può ascrivere il contatto tra la fotografa e il potentissimo Marcello Piacentini, futuro tramite con il vivace mondo degli architetti. Non a caso, proprio all’inizio del decennio nel quale l’architettura s’imporrà come uno degli strumenti più vigorosi ed efficaci del Fascismo per autorappresentarsi e per ammodernare il volto delle città Ghitta Carell inizia a ritrarre gli architetti. Un suo ritratto equivaleva a un certificato di successo e per i più giovani era indizio di incrollabile ambizione al suo raggiungimento. In pochi anni sfilano di fronte al suo obbiettivo: Giuseppe Pagano, Adalberto Libera, Mario Ridolfi, Giovanni Michelucci, Piero Portaluppi, Armando Brasini, Angiolo Mazzoni, Clemente Busiri Vici e molti altri.
“l’innocente complicità di Ghitta Carell con la volontà dei suoi soggetti… rivela sul loro conto una verità cruda e precisa. La riverenza della fotografa li ha resi interessanti; il tempo li ha resi innocui e sin troppo umani”
(Susan Sontag, On Photography, New York 1977).

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